Quando vado a trovare delle persone che conosco, o entro in casa di altre mamme rimango a bocca aperta. Tutto pulito e soprattutto ordinato.
Io di ordinato non ho nemmeno i capelli.
Non che non ci provi... Metto tutto in ordine, tolgo il superfluo, provo a organizzarmi in tutti i modi possibili, ma proprio non ci riesco. Un po' per carattere, un po' perché preferisco stare con Viola. Ma sono sicura che col tempo migliorerò.
Devo fare 2000 cose e spesso rimango indietro. Quando comincio a fare qualcosa, come per magia, le lancette dell'orologio prendono la rincorsa, e mi ritrovo già all'ora di andare a prendere Viola al nido o all'ora di cena.
Quando parlo con le altre mamme e qualcuna mi dice in modo sorridente: "Guarda basta organizzarsi... è semplice" il mio sguardo è abbastanza chiaro.
Tutti i più grandi personaggi vivevano nel caos, e poi vuoi mettere la soddisfazione quando trovi le cose che avevi perso?
venerdì 6 marzo 2015
Buon compleanno
Ieri mattina ho festeggiato felicemente i miei 34 anni con la mi allegra famigliola.
Abbiamo cantato
"Tanti auguri a te,
Tanti auguri a te,
Tanti auguri mamma Ema,
Tanti auguri a te!!!
Viola ci sentiva tantissimo e dopo ha battuti le manine tutta allegra ed ha soffiato anche le candeline. Io da sola ovviamente non ce la potevo fare, troppe candeline, meno male che mi ha aiutata lei ^__^
Finiti i festeggiamenti tutti al nido!!!
Abbiamo cantato
"Tanti auguri a te,
Tanti auguri a te,
Tanti auguri mamma Ema,
Tanti auguri a te!!!
Viola ci sentiva tantissimo e dopo ha battuti le manine tutta allegra ed ha soffiato anche le candeline. Io da sola ovviamente non ce la potevo fare, troppe candeline, meno male che mi ha aiutata lei ^__^
Finiti i festeggiamenti tutti al nido!!!
mercoledì 4 marzo 2015
Vasino mon amour
Domanda a bruciapelo. Come siete masse a ciuccio e vasino?
Noi dobbiamo ancora capire delle cose, come funziona e se siamo pronte oppure no.
L'oggetto che momentaneamente ci dà più da fare è il vasino. E' come se per Viola ci fosse una sorta di odio/amore: Lo uso e quindi divento ancora più autonoma e indipendente oppure mi tengo il pannolino e mi faccio coccolare ancora un po'? Grosso dilemma!!! Lei che è stata sempre una bambina autonoma e indipendente barcolla davanti al suo bel vasino rosa. Chissà perché... noi non l'abbiamo mai forzata, ma sempre accompagnata nella sua crescita. Se non si sente pronta aspettiamo. Non c'è bisogno di correre.
C'è però un aspetto che a volte mi mette in difficoltà e mi lascia fermezza e indecisione nello stesso tempo: prima dice: "Il vasino no!!!", poi le tolgo il pannolino perché va cambiato e Viola se ne va in bagno da sola, prende il suo vasino, vi si siede e magari fa anche i suoi bisogni. E allora che fare? noi cerchiamo di assecondarla e ci mettiamo in gioco per individuare la soluzione migliore. Ci aiutiamo con dei librini e dei "giochi rituali", tipo salutare la pipì e la cacca quando tiriamo lo sciacquone.
Voi come avete fatto?
Noi dobbiamo ancora capire delle cose, come funziona e se siamo pronte oppure no.
L'oggetto che momentaneamente ci dà più da fare è il vasino. E' come se per Viola ci fosse una sorta di odio/amore: Lo uso e quindi divento ancora più autonoma e indipendente oppure mi tengo il pannolino e mi faccio coccolare ancora un po'? Grosso dilemma!!! Lei che è stata sempre una bambina autonoma e indipendente barcolla davanti al suo bel vasino rosa. Chissà perché... noi non l'abbiamo mai forzata, ma sempre accompagnata nella sua crescita. Se non si sente pronta aspettiamo. Non c'è bisogno di correre.
C'è però un aspetto che a volte mi mette in difficoltà e mi lascia fermezza e indecisione nello stesso tempo: prima dice: "Il vasino no!!!", poi le tolgo il pannolino perché va cambiato e Viola se ne va in bagno da sola, prende il suo vasino, vi si siede e magari fa anche i suoi bisogni. E allora che fare? noi cerchiamo di assecondarla e ci mettiamo in gioco per individuare la soluzione migliore. Ci aiutiamo con dei librini e dei "giochi rituali", tipo salutare la pipì e la cacca quando tiriamo lo sciacquone.
Voi come avete fatto?
TUTTI A CANTARE
Qualche giorno fa ci siamo ritrova al nido con altri genitori e le educatrici per un laboratorio musicale: dovevamo cantare le canzoni del nido e registrare un cd da dare alla fine dell'anno ai bambini che andranno alla materna.
E' stata un'esperienza molto carina e coinvolgente. Ci siamo divertiti tanto, e abbiamo fatto gruppo, complici lo spirito goliardico di qualcuno (tra cui il mio super marito) ed il testo piuttosto "ambiguo" di qualche canzoncina, che si prestava bene a doppi sensi e risate generali.
C'erano sia babbi che mamme, e come ricordo della serata ci hanno lasciato un libriccino con i testi da cantare.
E' stata un'esperienza molto carina e coinvolgente. Ci siamo divertiti tanto, e abbiamo fatto gruppo, complici lo spirito goliardico di qualcuno (tra cui il mio super marito) ed il testo piuttosto "ambiguo" di qualche canzoncina, che si prestava bene a doppi sensi e risate generali.
C'erano sia babbi che mamme, e come ricordo della serata ci hanno lasciato un libriccino con i testi da cantare.
CUCU'
Rieccomi qui ad aggiornarvi su quello che è successo in questi mesi.
L cosa più bella è che nonostante le difficoltà sono riuscita a riprendere la macchina. Ho fatto tante guide con la mia vecchia scuola guida, e quando mi sono sentita sicura sono andata con il mio super marito a fare le guide e poi su strada.
Beh, che dire? Felice è dir poco; tuttora sono molto emozionata, è stata una vera e propria conquista. a 34 anni non è facile guidare, hai molta più paura, ma ha vinto la voglia di essere autonoma non solo per me, ma anche per Viola. Mi sentivo una mamma a metà, non ne potevo più di chiedere e dipendere sempre dagli altri, e così coraggio e via!!!.
Tra le altre cose abbiamo fatto anche l'inscrizione alla materna e siamo in attesa di una risposta/graduatoria. Ci hanno già detto che i posti sono pochi, quindi non sappiamo se verrà presa subito o no. Vi aggiornerò.
Voi che mi raccontate? Io come al solito spero di essere più presente, ma tra casa, Viola e ricerca costante del lavoro non è proprio semplice.
L cosa più bella è che nonostante le difficoltà sono riuscita a riprendere la macchina. Ho fatto tante guide con la mia vecchia scuola guida, e quando mi sono sentita sicura sono andata con il mio super marito a fare le guide e poi su strada.
Beh, che dire? Felice è dir poco; tuttora sono molto emozionata, è stata una vera e propria conquista. a 34 anni non è facile guidare, hai molta più paura, ma ha vinto la voglia di essere autonoma non solo per me, ma anche per Viola. Mi sentivo una mamma a metà, non ne potevo più di chiedere e dipendere sempre dagli altri, e così coraggio e via!!!.
Tra le altre cose abbiamo fatto anche l'inscrizione alla materna e siamo in attesa di una risposta/graduatoria. Ci hanno già detto che i posti sono pochi, quindi non sappiamo se verrà presa subito o no. Vi aggiornerò.
Voi che mi raccontate? Io come al solito spero di essere più presente, ma tra casa, Viola e ricerca costante del lavoro non è proprio semplice.
giovedì 25 settembre 2014
Bambola o trattore?
Ultimamente ho comprato la rivista "Donna Moderna", e mentre lo sfogliavo ho trovato un bell'articolo intitolato: "E se tuo figlio volesse una bambola?"
Dopo averlo letto la mia testa ed i miei pensieri hanno cominciato ad andare veloci come vortici, ed ho immediatamente pensato a 200000 cose da condividere qui con voi, allo scopo di sapere anche il vostro pensiero.
Io penso che ogni bambino abbia il diritto di giocare con quello che vuole, con quello che più gli piace, in modo che possa esprimersi liberamente. Penso che non ci sia nulla di male se un maschietto vuole giocare con le bambole, con la cucina, con phon e spazzola, o portare un passeggino. Da grande potrebbe diventare un meraviglioso marito, un premuroso babbo, uno stilista o un cuoco di grido, o mille altre cose. Allo stesso modo è inutile preoccuparsi se una bambina ama trattori, costruzioni, fare esperimenti. Un giorno questa bambina potrebbe dirigere un'azienda agricola o diventare un ingegnere di chiara fama.
Giocare è scoprire sé stessi, mettersi nei panni dell'altro, capire cosa ci piace e cosa non ci piace, sviluppare la fantasia e la creatività, vedere il mondo da diversi punti di vista, trovare soluzioni e molto altro. Dal gioco e dai giocattoli, passa anche la parità tra uomo e donna. Non è che forse noi adulti siamo inconsciamente spaventati da questo? Un bambino può essere influenzato inconsciamente da come lo educhiamo al gioco. Pensiamo ad esempio ad alcune frasi che molto frequentemente i genitori rivolgono ai propri figli: "Quando fai così sei proprio un maschiaccio!", oppure "Sei sempre a piangere, ti lamenti sempre come una femminuccia!"
Ma giocare è un'esperienza, è osservare, indagare, scoprire, capire. viola ha in casa macchinine, palloni, aerei, treni, costruzioni, un volante di automobile. Ma anche una cucina completa di piatti e tegamini, bambole, passeggino, phon, pettine, molti fogli e colori (a tempera, pennarelli, matite), e infine tanti librini. Al mare ha trovato molti amichetti maschi, e per questo si è ritrovata quasi sempre a giocare con ruspe e carriole. Ma sinceramente non mi sono mai preoccupata di niente se non del suo divertimento e della sua felicità, aspetti che per me prescindono da qualsiasi giocattolo con cui mia figlia decide di giocare.
Per noi adulti è normale che esistano giochi da maschio e giochi da femmina, anche perché i media ci bombardano continuamente imponendoci certi modelli e certi stili di comportamento. Ciononostante, quando facciamo giocare i nostri bambini dovremmo ricordarci che inconsciamente attingiamo a radicati, ancestrali, ma ormai obsoleti pregiudizi di genere per i quali la donna viene identificata come casalinga e brava mogliettina, e l'uomo come padre, e figura dominante della famiglia. Ecco tutto questo dovremmo evitarlo.
Secondo voi?
Passo la parola agli esperti: Dott.sa Vania Rigoni e Genitori Ok
Dopo averlo letto la mia testa ed i miei pensieri hanno cominciato ad andare veloci come vortici, ed ho immediatamente pensato a 200000 cose da condividere qui con voi, allo scopo di sapere anche il vostro pensiero.
Io penso che ogni bambino abbia il diritto di giocare con quello che vuole, con quello che più gli piace, in modo che possa esprimersi liberamente. Penso che non ci sia nulla di male se un maschietto vuole giocare con le bambole, con la cucina, con phon e spazzola, o portare un passeggino. Da grande potrebbe diventare un meraviglioso marito, un premuroso babbo, uno stilista o un cuoco di grido, o mille altre cose. Allo stesso modo è inutile preoccuparsi se una bambina ama trattori, costruzioni, fare esperimenti. Un giorno questa bambina potrebbe dirigere un'azienda agricola o diventare un ingegnere di chiara fama.
Giocare è scoprire sé stessi, mettersi nei panni dell'altro, capire cosa ci piace e cosa non ci piace, sviluppare la fantasia e la creatività, vedere il mondo da diversi punti di vista, trovare soluzioni e molto altro. Dal gioco e dai giocattoli, passa anche la parità tra uomo e donna. Non è che forse noi adulti siamo inconsciamente spaventati da questo? Un bambino può essere influenzato inconsciamente da come lo educhiamo al gioco. Pensiamo ad esempio ad alcune frasi che molto frequentemente i genitori rivolgono ai propri figli: "Quando fai così sei proprio un maschiaccio!", oppure "Sei sempre a piangere, ti lamenti sempre come una femminuccia!"
Ma giocare è un'esperienza, è osservare, indagare, scoprire, capire. viola ha in casa macchinine, palloni, aerei, treni, costruzioni, un volante di automobile. Ma anche una cucina completa di piatti e tegamini, bambole, passeggino, phon, pettine, molti fogli e colori (a tempera, pennarelli, matite), e infine tanti librini. Al mare ha trovato molti amichetti maschi, e per questo si è ritrovata quasi sempre a giocare con ruspe e carriole. Ma sinceramente non mi sono mai preoccupata di niente se non del suo divertimento e della sua felicità, aspetti che per me prescindono da qualsiasi giocattolo con cui mia figlia decide di giocare.
Per noi adulti è normale che esistano giochi da maschio e giochi da femmina, anche perché i media ci bombardano continuamente imponendoci certi modelli e certi stili di comportamento. Ciononostante, quando facciamo giocare i nostri bambini dovremmo ricordarci che inconsciamente attingiamo a radicati, ancestrali, ma ormai obsoleti pregiudizi di genere per i quali la donna viene identificata come casalinga e brava mogliettina, e l'uomo come padre, e figura dominante della famiglia. Ecco tutto questo dovremmo evitarlo.
Secondo voi?
Passo la parola agli esperti: Dott.sa Vania Rigoni e Genitori Ok
E nido fu
Finalmente dopo tanta attesa e quasi senza speranza, è arrivata la mail di conferma: Viola e' stata presa al nido comunale.
Cominciamo l'ambientamento il sei ottobre, vi racconterò tutto ovviamente. Siamo emozionati e felicissimi, comincia per la nostra famiglia pazzerella una nuova avventura piena di enozioni. A piccoli passi si diventa grandi tutti insieme :)) .
giovedì 18 settembre 2014
P come Pronti Partenza Via
Finalmente dopo tanto tempo ricomincio a prendere la macchina facendo un po' di guide con l'istruttore di scuola guida e marito, che ho avvertito di stare in silenzio quando guido in macchina e lui e' con me, perché al primo momento di panico o commenti non richiesti, in qualunque posto mi trovi, mi fermo e scende :)
Poi quando sarò più sicura... brum, brum come dice la viola, via verso la libertà e l'indipendenza.
Muoversi senza troppi problemi, libera di scegliere cosa fare e dove andare senza paura. Prometto che quando prendo la macchina vi avverto !! :)))
sabato 23 agosto 2014
Che il libro sia con noi
L'ultima volta che siamo andate in biblioteca e' stato a Giugno e mi ero prefissata di non prendere nessun libro in prestito per Viola, perché siccome sarei stata via tanto tempo, non sapevo come restituirli, ma proprio non ci siamo riuscite. Oltre alla quantità standard di libri che ci portiamo sempre in vacanza, ne abbiamo aggiunti altri dieci circa. Abbiamo scoperto la "Pimpa" e i primi albi illustrati. Dato che la "Pimpa" sta diventando il nostro nuovo amore, siamo state a cercare una libreria, per vedere se ne trovavamo altri ma con nostro stupore oltre a non averne, scambiavano il canino di Altan, con l'orribile "Peppa" oppure non sapevano neanche chi era. A volte è successo anche con "Giulio Coniglio" e la "Nuvola Olga". Penso che ogni libreria che si rispetti o che si faccia chiamare come tale debba non solo conoscere la differenza fra un libro cartonato e un albo illustrato, ma dovrebbe avere i "classici" anche per bambini cosi come per gli adulti. Voi che ne pensate?
domenica 10 agosto 2014
Giochi con me?
Quante volte i nostri bambini ce lo hanno chiesto?
Quante volte noi stessi lo abbiamo chiesto ai nostri amici, familiari e a chi semplicemente ci stava intorno? Chi si ricorda i giochi all'aria aperta, fatti con poco, magari con una palla, una corda a nascondino o altro?
Tutte le volte che ho la possibilità di giocare con Viola o con qualche amico non mi tiro indietro, è divertente e soprattutto è un modo per stare insieme. Trovo che giocare sia fondamentale non solo per lo sviluppo del bambino ma anche per una vita più serena per gli adulti. Se si giocasse di più saremmo tutti persone migliori. Quando si giochiamo mettendo noi stessi e ci liberiamo, secondo me, di tutto quello che ci appesantisce. Giocare ci aiuta a vedere la realtà in modo diverso. Quando i bambini giocano entrano nella realtà a pieno, si impegnano con tutti loro stessi. Ecco perché quando li portiamo via o li distraiamo dal gioco che stanno facendo rispondono: "mamma sto giocando". Purtroppo però, secondo me al gioco non viene data la giusta importanza. Non dovremmo mai smettere di giocare soprattutto con i nostri figli, che in questo modo ci danno la possibilità di esplorare loro mondo. Il gioco è un momento e un modo per avere e per costruire un legame con loro.
Giocare è una cosa seria. A che cosa e quanto tempo dedicate al gioco con i vostri bambini?
Sui diversi tipi di gioco e sul loro significato parola alla dottoressa Vania Rigoni
Tutte le volte che ho la possibilità di giocare con Viola o con qualche amico non mi tiro indietro, è divertente e soprattutto è un modo per stare insieme. Trovo che giocare sia fondamentale non solo per lo sviluppo del bambino ma anche per una vita più serena per gli adulti. Se si giocasse di più saremmo tutti persone migliori. Quando si giochiamo mettendo noi stessi e ci liberiamo, secondo me, di tutto quello che ci appesantisce. Giocare ci aiuta a vedere la realtà in modo diverso. Quando i bambini giocano entrano nella realtà a pieno, si impegnano con tutti loro stessi. Ecco perché quando li portiamo via o li distraiamo dal gioco che stanno facendo rispondono: "mamma sto giocando". Purtroppo però, secondo me al gioco non viene data la giusta importanza. Non dovremmo mai smettere di giocare soprattutto con i nostri figli, che in questo modo ci danno la possibilità di esplorare loro mondo. Il gioco è un momento e un modo per avere e per costruire un legame con loro.
Giocare è una cosa seria. A che cosa e quanto tempo dedicate al gioco con i vostri bambini?
Sui diversi tipi di gioco e sul loro significato parola alla dottoressa Vania Rigoni
mercoledì 23 luglio 2014
venti mesi..
Ma guarda un po' chi si rivede? Sì, sono io. Sono passati venti mesi dall'ultima volta volta che ho acceso il computer e ho scritto un pensiero da condividere con voi. Venti di cambiament,i non solo per Viola, che cresce a vista d'occhio, ma anche per me.
In tutto questo tempo ho imparato a piccoli passi, insieme a lei e non solo, a fare la mamma con tranquillità e serenità ma a mettermi in ascolto come donna e come moglie, a far combaciare tutte e tre le figure.
Come spesso succede si dice che "fare la mamma è per stomaci forti". Ed è vero, ti cambia tutto: il corpo, come ti vedi, come ti vedono, il tuo modo di fare, di sentire e di percepire le cose, cambia la copia, cambia tutto intorno a te .Anche se ne sei consapevole quando ti ci ritrovi tutto è diverso.
Non dimentichiamoci poi che tutti sono sempre più bravi e più fighi di te. Spesso chi ti sta intorno non tiene conto di come ci sente, non mostra delicatezza e rispetto verso la nuova famiglia e verso la nuova mamma che nasce. I desideri, le paure e le aspettattive devono trovare il loro percorso. Il mio e' stato di venti mesi ma e' sempre in evoluzione: sono felice di questo perché è una felicita' e un miglioramento continuo non solo per me, ma anche perla mia famiglia, perchése stai bene te, stenno bene tutti in particolare il tuo bambino e tuo marito.
In tutto questo tempo ho imparato a piccoli passi, insieme a lei e non solo, a fare la mamma con tranquillità e serenità ma a mettermi in ascolto come donna e come moglie, a far combaciare tutte e tre le figure.
Come spesso succede si dice che "fare la mamma è per stomaci forti". Ed è vero, ti cambia tutto: il corpo, come ti vedi, come ti vedono, il tuo modo di fare, di sentire e di percepire le cose, cambia la copia, cambia tutto intorno a te .Anche se ne sei consapevole quando ti ci ritrovi tutto è diverso.
Non dimentichiamoci poi che tutti sono sempre più bravi e più fighi di te. Spesso chi ti sta intorno non tiene conto di come ci sente, non mostra delicatezza e rispetto verso la nuova famiglia e verso la nuova mamma che nasce. I desideri, le paure e le aspettattive devono trovare il loro percorso. Il mio e' stato di venti mesi ma e' sempre in evoluzione: sono felice di questo perché è una felicita' e un miglioramento continuo non solo per me, ma anche perla mia famiglia, perchése stai bene te, stenno bene tutti in particolare il tuo bambino e tuo marito.
domenica 15 settembre 2013
Facciamo un po' di chiarezza
Quando un gruppo di mamme si ritrova da qualche parte, oltre che guardare cosa fanno i propri bambini, si lanciano in simpatici e goliardici argomenti: bambini, mariti, figli, suocere, casa, sesso, scuole, asili e molto altro, lascio a voi immaginare...
Ma ultimamente, nel gruppo di mamme con cui esco di solito, un solo argomento viene sempre fuori... indovinate quale? Si parla e si sparla esclusivamente dei vari inserimenti al nido. Il nido, questo luogo sconosciuto dove i bambini vengono lasciti da soli, in balia di sè stessi, affidati a chissà quali mani. Allora meglio lasciarli ai nonni, almeno siamo sicuri di metterli in buone mani. E se i nonni non possono? Beh, se noi mamme siamo a casa meglio tenerli con noi, tanto le stesse cose che fanno al nido le possono fare a casa. Questo, senza tra l'altro considerare i sensi di colpa, che, come il sale nella pasta, non mancano mai, è un classico esempio dei discorsi che si fanno tra mamme sull'argomento nido.
E voi cosa pensate dei nidi? E delle educatrici? Che cosa conoscete? Se devo proprio dirla tutta ho come l'impressione che alcune mamme sappiano veramente poco dei nidi, e quel poco anche in maniera un po' distorta.
Allora facciamo due chiacchiere: io vi parlo da mamma e da educatrice, e penso che il nido sia un servizio utilissimo, in grado di offrire molte risorse sia a noi mamme che ai nostri piccoli. Sicuramente, ora come ora, nella scelta conta molto anche il fattore economico, problema non indifferente per chi, anche come me, è al momento senza lavoro e non può permettersi di spendere circa 400€ tutti i mesi.
Ma avendone la possibilità perchè non mandare i propri figli al nido? Ecco una serie di motivi per cui io la manderei:
1- La socializzazione
Per i bambini è fondamentale stare con i loro coetanei. Condividere lo stesso ambiente con altri bambini è essenziale per la loro crescita, la loro autonomia per per l'apprendimento delle regole sociali.
2- Il gioco
Il gioco recita una parte fondamentale della crescita di ogni cucciolo di mammifero, e quindi anche i nostri bambini hanno bisogno di giocare e di appendere, attraverso il gioco, nozioni fondamentali per il loro sviluppo psicofisico. E' chiaro che i bambini possono giocare anche da soli, ma, vedi il punto 1, farlo insieme ad altri bambini è più bello, più istruttivo e si impara la condivisione, regola sociale spesso dimenticata, ma di cui il mondo ha gran bisogno.
3- L'esperienza
Attraverso la conoscenza di nuovi materiali e lo svolgimento di attività e giochi, specifici e studiati, che normalmente in casa non vengono fatti, si permette ai nostri piccoli di avere uno sviluppo intellettivo e personale migliore.
L'ambientamento
Quello che al nido è conosciuto come inserimento ha in realtà un altro nome: ambientamento. Proprio a questo serve l'inserimento. Ad abituare il bambino al nuovo ambiente e farlo acclimatare con il minor trauma possibile. Abituarlo al distacco dalla madre ed abituare la madre al distacco col figlio. Perchè il distacco non è solo un problema del piccolo, ma è il momento più temuto da ogni mamma, che alla somma delle cose non vuole staccarsi dal proprio figlio. Anche io so che non sarei contenta di distaccarmi da Viola, ma so che tale distacco servirebbe moltissimo sia a lei che a me. E poi già immagino la gioia positiva che avrei nel rivederla dopo una lunga giornata di lavoro. La scelta di mandare o meno i proprio figli al nido è un argomento complesso e le sfaccettature che portano in una direzione anzichè nell'altra, in primis la situazione economica, sono innumerevoli, ma credo invece che molti degli argomenti "anti-nido" di cui abbiamo parlato all'inizio del post siano creati, oltre che dalla mala informazione,proprio dalla paura che molte mamme hanno del fatidico distacco.
Con questo vi saluto ed attendo con trepidazione il parere della pedagogista e i vostri... Ciao a tutti!!!
Ma ultimamente, nel gruppo di mamme con cui esco di solito, un solo argomento viene sempre fuori... indovinate quale? Si parla e si sparla esclusivamente dei vari inserimenti al nido. Il nido, questo luogo sconosciuto dove i bambini vengono lasciti da soli, in balia di sè stessi, affidati a chissà quali mani. Allora meglio lasciarli ai nonni, almeno siamo sicuri di metterli in buone mani. E se i nonni non possono? Beh, se noi mamme siamo a casa meglio tenerli con noi, tanto le stesse cose che fanno al nido le possono fare a casa. Questo, senza tra l'altro considerare i sensi di colpa, che, come il sale nella pasta, non mancano mai, è un classico esempio dei discorsi che si fanno tra mamme sull'argomento nido.
E voi cosa pensate dei nidi? E delle educatrici? Che cosa conoscete? Se devo proprio dirla tutta ho come l'impressione che alcune mamme sappiano veramente poco dei nidi, e quel poco anche in maniera un po' distorta.
Allora facciamo due chiacchiere: io vi parlo da mamma e da educatrice, e penso che il nido sia un servizio utilissimo, in grado di offrire molte risorse sia a noi mamme che ai nostri piccoli. Sicuramente, ora come ora, nella scelta conta molto anche il fattore economico, problema non indifferente per chi, anche come me, è al momento senza lavoro e non può permettersi di spendere circa 400€ tutti i mesi.
Ma avendone la possibilità perchè non mandare i propri figli al nido? Ecco una serie di motivi per cui io la manderei:
1- La socializzazione
Per i bambini è fondamentale stare con i loro coetanei. Condividere lo stesso ambiente con altri bambini è essenziale per la loro crescita, la loro autonomia per per l'apprendimento delle regole sociali.
2- Il gioco
Il gioco recita una parte fondamentale della crescita di ogni cucciolo di mammifero, e quindi anche i nostri bambini hanno bisogno di giocare e di appendere, attraverso il gioco, nozioni fondamentali per il loro sviluppo psicofisico. E' chiaro che i bambini possono giocare anche da soli, ma, vedi il punto 1, farlo insieme ad altri bambini è più bello, più istruttivo e si impara la condivisione, regola sociale spesso dimenticata, ma di cui il mondo ha gran bisogno.
3- L'esperienza
Attraverso la conoscenza di nuovi materiali e lo svolgimento di attività e giochi, specifici e studiati, che normalmente in casa non vengono fatti, si permette ai nostri piccoli di avere uno sviluppo intellettivo e personale migliore.
L'ambientamento
Quello che al nido è conosciuto come inserimento ha in realtà un altro nome: ambientamento. Proprio a questo serve l'inserimento. Ad abituare il bambino al nuovo ambiente e farlo acclimatare con il minor trauma possibile. Abituarlo al distacco dalla madre ed abituare la madre al distacco col figlio. Perchè il distacco non è solo un problema del piccolo, ma è il momento più temuto da ogni mamma, che alla somma delle cose non vuole staccarsi dal proprio figlio. Anche io so che non sarei contenta di distaccarmi da Viola, ma so che tale distacco servirebbe moltissimo sia a lei che a me. E poi già immagino la gioia positiva che avrei nel rivederla dopo una lunga giornata di lavoro. La scelta di mandare o meno i proprio figli al nido è un argomento complesso e le sfaccettature che portano in una direzione anzichè nell'altra, in primis la situazione economica, sono innumerevoli, ma credo invece che molti degli argomenti "anti-nido" di cui abbiamo parlato all'inizio del post siano creati, oltre che dalla mala informazione,proprio dalla paura che molte mamme hanno del fatidico distacco.
Con questo vi saluto ed attendo con trepidazione il parere della pedagogista e i vostri... Ciao a tutti!!!
giovedì 12 settembre 2013
Un pomeriggio diverso
In questi giorni con Viola abbiamo fatto tante cose, tra cui andare in biblioteca a leggere e a scoprire nuovi libri. Insieme a noi è entrata la nostra amica Greta ed il divertimento è stato doppio. Si sono divertite tantissimo.
Ecco qualche foto:
br> Eccoci arrivate!!!
In giro per la stanza.
finalmente abbiamo trovato la cesta dei librini morbidoni...
E questo librino, tutto da toccare e da scoprire, ci è piaciuto tantissimo!!!
br> Eccoci arrivate!!!
In giro per la stanza.
finalmente abbiamo trovato la cesta dei librini morbidoni...
E questo librino, tutto da toccare e da scoprire, ci è piaciuto tantissimo!!!
giovedì 5 settembre 2013
News
Ciao mamme,
finalmente posso riscrivere sul blog, avevo tanta voglia di ricondividere con voi dubbi, certezze, idee e tutto quello che ci viene in mente. D'ora in avanti ci saranno tante news fra cui quella di confrontarci e di poter parlare con una pedagogista clinica, giovane e in gamba pronta a farsi stressare dalle nostre e mie domande.
Lei si chiama Vania Rigoni è fiorentina d.o.c ha un sito "www.labottegadellapedagogista.com e un blog http://bottegadellapedagogista.com che gestisce insieme alle sue innumerevoli attività.
Vi consiglio di andare su internet e dare una sbirciatina sono sicura che vi piacerà.
A parte questo come sono andate le vostre vacanze? A noi bene .
Viola continua a crescere con la velocità di un treno, io ogni tanto la riprenderei quando era ancora tutta una grinza e sveva gli occhini chiusi.... ma non e' possibile. E' be'bellissimo vedere i suoi cambiamenti. Comincia a gattonare e a tirarsi su e se le dai le mani lei ti porge le sue per camminare. Abbiamo già comprato le scarpine primi passi. Mi chiama mamma e quando è in difficoltà mi chiama piagnucolando. I bambini sono meravigliosi.
Vi saluto momentaneamente lasciandovi con un appuntamento imperdibile domenica 15 settembre con "BIMBI E NATURA" presso il Giardino dell'Orticoltura a Firenze dalle 10;00 alle 19;00. Vi saranno laboratori per bambini e tanti giochi. Vi aspetto.
lunedì 24 giugno 2013
Quando diventi mamma...
Dopo mesi che non scrivo, questo mi sembra il modo migliore per ricominciare ad aggiornare il mio blog: eccovi una serie di riflessioni in libertà sui cambiamenti dell'essere mamma.
Buona lettura!!!
Quando diventi mamma...
Quando diventi mamma ti cambiano il cuore, la mente e il corpo.
Quando diventi mamma impari a fare tutto con una mano sola.
Quando diventi mamma diventi coraggiosa e forte, non ti fa schifo niente.
Quando diventi mamma non ha bisogno di niente perchè quando hai il tuo bambino tra le braccia hai tutto.
Quando diventi mamma il sonno, la stanchezza e la fame passano in secondo piano.
Quando diventi mamma ti commuovi per un vaccino, per i suoi sorrisi e per tutto quello che ruota intorno a lui.
Quando diventi mamma guardi il tuo bambino che dorme durante il giorno dimenticandoti di fare tutto il resto.
Quando diventi mamma impari a memoria tutte le canzoncine, anche quelle più improbabili, per farlo addormatare o per farlo sorridere.
Quando diventi mamma lotti per la sua felicità anche se sembra che tutto ti remi contro.
Quando diventi mamma nascondi le paure, la tristezza, la rabbia e ti trasformi subito in WonderMamma.
Quando diventi mamma... continuate voi!!!
Buona lettura!!!
Quando diventi mamma...
Quando diventi mamma ti cambiano il cuore, la mente e il corpo.
Quando diventi mamma impari a fare tutto con una mano sola.
Quando diventi mamma diventi coraggiosa e forte, non ti fa schifo niente.
Quando diventi mamma non ha bisogno di niente perchè quando hai il tuo bambino tra le braccia hai tutto.
Quando diventi mamma il sonno, la stanchezza e la fame passano in secondo piano.
Quando diventi mamma ti commuovi per un vaccino, per i suoi sorrisi e per tutto quello che ruota intorno a lui.
Quando diventi mamma guardi il tuo bambino che dorme durante il giorno dimenticandoti di fare tutto il resto.
Quando diventi mamma impari a memoria tutte le canzoncine, anche quelle più improbabili, per farlo addormatare o per farlo sorridere.
Quando diventi mamma lotti per la sua felicità anche se sembra che tutto ti remi contro.
Quando diventi mamma nascondi le paure, la tristezza, la rabbia e ti trasformi subito in WonderMamma.
Quando diventi mamma... continuate voi!!!
domenica 30 settembre 2012
Allattamento... Dubbi certezze
Le cose che ti domandi quando sei in gravidanza sono molteplici: alimentazione, parto, attività fisica, ormoni... Ma quello che ci crea, a mio avviso, più dubbi, paure e insicurezze, e che ha più bisogno di chiarimenti è l'allattamento. Io dubbi ne avevo diversi. Qual è la posizione giusta per allattare? quante volte bisogna allattarlo? Mi verrà il latte? Se il latte non viene aspetto o gli dò quello artificiale? E così molte altre domande. In più, a mettermi un po' in confusione sono state anche le esperienze raccontatemi da alcune mamme amiche, che dopo aver partorito, prese dalla paura di non essere in grado di allattare e di non far star bene il proprio bambino, dopo un po' hanno cominciato a somministrare latte artificiale. Diciamo che la paura e l'insicurezza c'è ancora oggi, principalmente dovuta al fatto che non siamo sufficientemente e correttamente informate e tranquillizzate. Di questo abbiamo parlato anche al corso preparto qualche giorno fa. L'ostetrica ha spiegato come deve essere allattato il bambino: quali sono le posizioni corrette da assumere, in che modo il piccolo deve attaccarsi al seno per assumere il latte correttamente, la necessità di allattarlo in un luogo tranquillo e comodo, l'obbligo di coinvolgere i mariti e renderli partecipi come abbiamo fatto durante tutta la gravidanza,affidando loro il compito di "proteggere il nido" da stress esterni. L'ostetrica ha anche raccomandato di allattare a richiesta, e lì c'è stato un momento di perplessità. Cosa significa allattare a richiesta? Significa che ogni volta che il piccolo lo richiede la mamma deve attaccarlo, non solo quando ha fame, ma anche quando ha bisogno soprattutto di contatto fisico, in modo che si senta tranquillo, sicuro e protetto. La perplessità è dovuta anche al fatto che una mamma pensa che così facendo si possa "viziare" il bambino, ma non è così. Dopo questo incontro le mie paure si sono dissipate e mi sono sentita molto più tranquilla perchè ho capito cosa devo fare. Inoltre ho trovato molto utile che anche i mariti abbiano partecipato all'incontro, in modo da metterli a conoscenza del modo migliore per sostenerci in questo percorso. Sicuramente quando avrò la mia bambina tra le braccia, le mie paure ritorneranno. sentire un bambino che piange alle tre di notte, magari perchè ha fame e non riuscire a tranquillizzarlo manderebbe fuori chiunque. Ma sono convinta che dovremmo provare ad ascoltarci e ad ascoltare il nostro bambino con molta attenzione, senza aver paura di sbagliare o essere giudicate in ciò che facciamo per lui assieme ai nostri mariti. L'allattamento, così come tutte le cose che facciamo per i nostri figli è un atto d'amore, nel momento dell'allattamento i bambini captano i nostri sentimenti mentre li accarezziamo, li coccoliamo, li abbracciamo, ci prendiamo cura di loro nutrendoli. Noi siamo l'unica cosa che hanno...
E la vostra esperienza qual è stata?
sabato 29 settembre 2012
Rientro... alla grande!!!
Mi sono accorta solo ore che sono passati circa quattro mesi dall'ultima volta che ho scritto un post... Mamma mia quanto tempo!!! Vediamo di aggiornarci un po', che ne dite? Come sono andate le vostre vacanze? Il rientro al solito tran tran è stato traumatico? Spero di no!!!
Io tutto bene, la mia pancia cresce e adesso siamo al nono mese.. Manca poco!!!
La bambina si muove che è una meraviglia, un'emozione indescrivibile: qualsiasi cosa stiamo facendo ci fermiamo a guardarla mentre si muove come ipnotizzati. Lo stesso accade quando accarezziamo la pancia, e quando lei, oltre che a muoversi, comincia a scalciare, io se Santo Marito partiamo per vie strane e mondi sconosciuti. L'estate l'abbiamo passata a sistemare la casa per il suo arrivo e a vedere cosa ci mancava da prenderle (tutine, body...). Fortunatamente, visto il caldo, non ci siamo sciolti, ma abbiamo pensato seriamente di trasferirci al Polo Nord. In tutto questo tempo ho cominciato a frequentare un corso preparto (come vi avevo accennato) presso la asl vicina a casa mia. Devo dire che è stato un vero toccasana, ho conosciuto presone nuove ed incontrato vecchie amiche, con le quali è stato bello ed utile confrontarsi, scambiarsi opinioni e pareri sulle nostre paure e sui tanti argomenti riguardanti le nostre panciotte. E magicamente ti accorgi che non sei sola, ma che altre mamme la pensano come te. Le mie preoccupazioni erano più o meno queste: molti mi dicevano che la mia pancia non si vedeva o che si vedeva poco, ed io non capivo se ci fosse qualcosa che non andasse, o meno. C'erano persone che mi hanno detto che già al quarto mese sentivano muovere costantemente il proprio bambino, mentre io, che ancora non avevo avvertito i movimenti della mia bambina, mi sentivo confusa e forse anche un po' impaurita. L'ostetrica del corso continua a ripeterci che ogni gravidanza è a sè, e che ogni bambino ha un suo esclusivo modo di comportarsi durante i nove mesi, ma quando hai nella pancia il tuo bambino, cambiano un sacco di cose, perchè le emozioni e sensazioni che provi sono molto difficili da controllare. Quando dicono che la gravidanza è un evento totalizzante è vero: secondo me è un'esperienza che avviluppa tutto, corpo, mente e spirito. Inoltre si sviluppa uno straordinario senso di protezione verso il tuo bambino, un qualcosa di puramente animalesco, direi :-) E alla nascita, quando sarà tra le mie braccia ho l'impressione che questo istinto aumenterà parecchio, voi che dite? L'altra cosa bella della gravidanza è questo mitico "ormone" che nel bene o nel male, qualunque cosa tu faccia o provi, è il tuo "capro espiatorio", o il tuo "santo protettore". Fra le tante cose che ho fatto e sto facendo tutt'ora, ho ripreso in mano il punto croce, che in questo periodo di riposo forzato mi ha fatto tanta compagnia. Ho creato bavagli e lenzuolini per la culla ed il lettino. Avrei voluto continuare, ma sono stata costretta a fermarmi visto lo spazio ristretto in casa. Chi è creativo come me mi capisce, quando vedi una cosa te ne vengono in mente subito altre 1000. E lo shopping? Io mi diverto da morire davanti agli scaffali colmi di tutine morbidosissime, e mi vengono gli occhini da triglia per la tenerezza di pensare che li dentro entrerà il corpicino della mia bambina. Ora vi saluto e vado a cucinare e tra un piatto e l'altro aspetto i vostri commenti.
Ciao e buon appetito!!!
lunedì 11 giugno 2012
MAMME E LAVORO - UN'ALTRA ESPERIENZA
Qui di seguito nuove impressioniu di una mamma lavoratrice. Buona lettura:
QUESTIONARIO
1- Qual è il tuo titolo di studio?
diploma superiore
2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)
autonomo
3- Fai un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?
SI
4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?
non tanto
Perché?:
Mi si chiede molto per non perdere il passo. Da libera professionista le maternità mi hanno un po' tagliato fuori dal giro e rientrare vuol dire essere sempre disponibile come orari e reperibilità. Nonostante la mia buona volontà spesso le persone si stupiscono della mia presenza ( spesso le donne) e il commento è : “ non ti chiamo perché penso che tu abbia troppo da fare con 2 bambini!” ….mi fa una rabbia!!!!!!!!!!!!
5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?
nr
6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?
Ahahah.
Perché?.
Un esempio pratico:il comune di Firenze da, come da norma di legge, un contributo per le mamme che non hanno diritto alla maternità ( lavorativa) e che hanno reddito basso. Questo è valutato grazie all'Isee. Fin qui tutto accettabile se non per il fatto che la domanda è presentabile solo nei primi 6 mesi di vita del figlio (per legge). Questo porta ad una quasi certa esclusione poiché ci non ha diritto è spesso lav. Autonoma, si da per scontato che lavorerà il più possibile per poter godere di più tempo dopo la nascita ( e non rientrare a lavoro subito). Se la data del parto è nei primi 6 mesi dell'anno l'attestazione isee richiesta riguarda solo unicamente l'anno precedente , ovvero quello in cui eravamo in gravidanza e , salute permettendo, vogliose di raccimolare due lire in più per riposare dopo il parto. Il momento di stallo e assenza da lavoro è nell'anno in corso quindi l'isee dovrebbe essere riferito all'anno che comprende almeno i 3 mesi dopo il parto, no?!
7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?
no
Perché?:
basta rapportarsi con gli altri paesi per trovare infinite differenze
8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?
nr
9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?
Penso che il comune di Firenze (grazie anche alla Regione) faccia molto ma , se le risorse economiche e la gestione dei dati lo permettesse potrebbe inserire nella scheda id valutazione di una famiglia ( per l'attribuzione di punteggio per le scuole) anche domande sui parenti stretti come le nonne ed i nonni per non penalizzare che è in questo comune da solo o con nonni che non possono aiutare. Potrebbe anche distaccarsi leggermente dalla legge nazionale di cui parlavo prima renderla più equa. Rendere tutti gli asili privati convenzionati col comune o almeno permettere a chi li frequenta di accedere alle sovvenzioni. Il mio quartiere è carente di servizi e gli asili nido comunqli o convenzionati non sono sufficienti a coprire la richiesta. Se una famiglia è costretta a mettere il figlio in un asilo privato e questo non è convenzionato col comune non ha diritto di accedere al rimborso previsto per altri. Se quell'asilo ha avuto l'autorizzazione ad aprire e ha tutti i requisiti per esercitare ritengo che non sia giusto penalizzare la famiglia che usufruisce dei suoi servizi.
10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?
nr
11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?
nr
12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?
nr
13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?
nr
QUESTIONARIO
1- Qual è il tuo titolo di studio?
diploma superiore
2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)
autonomo
3- Fai un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?
SI
4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?
non tanto
Perché?:
Mi si chiede molto per non perdere il passo. Da libera professionista le maternità mi hanno un po' tagliato fuori dal giro e rientrare vuol dire essere sempre disponibile come orari e reperibilità. Nonostante la mia buona volontà spesso le persone si stupiscono della mia presenza ( spesso le donne) e il commento è : “ non ti chiamo perché penso che tu abbia troppo da fare con 2 bambini!” ….mi fa una rabbia!!!!!!!!!!!!
5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?
nr
6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?
Ahahah.
Perché?.
Un esempio pratico:il comune di Firenze da, come da norma di legge, un contributo per le mamme che non hanno diritto alla maternità ( lavorativa) e che hanno reddito basso. Questo è valutato grazie all'Isee. Fin qui tutto accettabile se non per il fatto che la domanda è presentabile solo nei primi 6 mesi di vita del figlio (per legge). Questo porta ad una quasi certa esclusione poiché ci non ha diritto è spesso lav. Autonoma, si da per scontato che lavorerà il più possibile per poter godere di più tempo dopo la nascita ( e non rientrare a lavoro subito). Se la data del parto è nei primi 6 mesi dell'anno l'attestazione isee richiesta riguarda solo unicamente l'anno precedente , ovvero quello in cui eravamo in gravidanza e , salute permettendo, vogliose di raccimolare due lire in più per riposare dopo il parto. Il momento di stallo e assenza da lavoro è nell'anno in corso quindi l'isee dovrebbe essere riferito all'anno che comprende almeno i 3 mesi dopo il parto, no?!
7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?
no
Perché?:
basta rapportarsi con gli altri paesi per trovare infinite differenze
8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?
nr
9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?
Penso che il comune di Firenze (grazie anche alla Regione) faccia molto ma , se le risorse economiche e la gestione dei dati lo permettesse potrebbe inserire nella scheda id valutazione di una famiglia ( per l'attribuzione di punteggio per le scuole) anche domande sui parenti stretti come le nonne ed i nonni per non penalizzare che è in questo comune da solo o con nonni che non possono aiutare. Potrebbe anche distaccarsi leggermente dalla legge nazionale di cui parlavo prima renderla più equa. Rendere tutti gli asili privati convenzionati col comune o almeno permettere a chi li frequenta di accedere alle sovvenzioni. Il mio quartiere è carente di servizi e gli asili nido comunqli o convenzionati non sono sufficienti a coprire la richiesta. Se una famiglia è costretta a mettere il figlio in un asilo privato e questo non è convenzionato col comune non ha diritto di accedere al rimborso previsto per altri. Se quell'asilo ha avuto l'autorizzazione ad aprire e ha tutti i requisiti per esercitare ritengo che non sia giusto penalizzare la famiglia che usufruisce dei suoi servizi.
10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?
nr
11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?
nr
12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?
nr
13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?
nr
martedì 22 maggio 2012
MAMME E LAVORO. Le esperienze
Come vi avevo promesso ecco la prima intervista di una mamma che ha voluto condividere la sua storia.
Se volete potete commentare. Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate, e mi farebbe piacere ricevere altre esperienze. Chi di voi fosse interessata può mandare la sua storia in forma anonima e della lunghezza che desidera a latatadelnido@gmail.com Allo stesso indirizzo potete anche richiedermi le domande del questionario.
Grazie!!!
QUESTIONARIO
1- Qual è il tuo titolo di studio?
Sono analista contabile.
2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)
Sono casalinga.
3- Svolgi un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?
Mi piace molto farla anche se per questo lavoro non c’è bisogno di studi ma di tanto amore.
Se hai risposto no: la tua scelta è dovuta a questioni inerenti la maternità?
Per 14 anni sono stata proprietaria di una cartolibreria – edicola – tabacchi e adoravo quel lavoro, ma avevo libera soltanto la domenica pomeriggio e quando ho avuto il mio primo figlio non ho esitato a vendere tutto per dedicarmi completamente alla famiglia, non ho assolutamente rimpianti e sono molto felice della scelta che ho fatto!!
4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?
Penso che lo stato potrebbe fare di meglio.
Perché?:
Deve lasciare che le famiglie riescano a risparmiare quel tanto per rendere dignitosa almeno la crescita dei figli, non si tratta di arricchirsi ma di sostenere la famiglia, cosa che assolutamente non fa trovando sempre nuove tasse.
5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?
Come ex commerciante posso dirti che di agevolazioni non ne ho visto neanche mezza, ho lavorato fino all’ultimo mese di gravidanza.
6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?
Assolutamente no.
Perché?
E’ molto triste da dire ma basta guardare quanta gente decide di togliersi la vita nonostante abbia una famiglia, è un gesto che non condivido, ma le tasse mangiano tutto ciò che un onesto lavoratore riesce a guadagnare e quest’ultimo si sente preso in giro, schiacciato da questo peso che di certo non aiuta le famiglie!
7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?
No.
Perché?: Per i motivi che ho detto prima.
8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?
Non voglio sembrare polemica ma penso che dipenda tutto sempre dallo stato piuttosto che dalle aziende di per sé, perché è lui che mette nelle condizioni di dover agire in un certo modo. Credo che se non ci fosse tutta questa pressione e tutte queste tasse, anche le aziende potrebbero aiutare e venire incontro ai lavoratori e alle famiglie.
9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?
Io abito in un piccolo paesino e qui non ho niente di cui lamentarmi!
10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?
Dopo che ho fatto la mia scelta al momento non c’è stato bisogno di sostenere colloqui di lavoro, ma spero che se dovesse accadere non influisca sulla sua decisione, sarebbe molto triste.
11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?
Al momento no.
12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?
Non ho avuto modo di usufruirne.
13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?
La mia esperienza l’ho già descritta sopra, posso solo dire che chi può scegliere di rimanere a casa con i figli lo faccia! E’ una gioia incredibile riuscire a seguire la loro crescita non solo giorno per giorno ma anche minuto per minuto, i figli riempiono la giornata e la vita!!
QUESTIONARIO
1- Qual è il tuo titolo di studio?
Sono analista contabile.
2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)
Sono casalinga.
3- Svolgi un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?
Mi piace molto farla anche se per questo lavoro non c’è bisogno di studi ma di tanto amore.
Se hai risposto no: la tua scelta è dovuta a questioni inerenti la maternità?
Per 14 anni sono stata proprietaria di una cartolibreria – edicola – tabacchi e adoravo quel lavoro, ma avevo libera soltanto la domenica pomeriggio e quando ho avuto il mio primo figlio non ho esitato a vendere tutto per dedicarmi completamente alla famiglia, non ho assolutamente rimpianti e sono molto felice della scelta che ho fatto!!
4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?
Penso che lo stato potrebbe fare di meglio.
Perché?:
Deve lasciare che le famiglie riescano a risparmiare quel tanto per rendere dignitosa almeno la crescita dei figli, non si tratta di arricchirsi ma di sostenere la famiglia, cosa che assolutamente non fa trovando sempre nuove tasse.
5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?
Come ex commerciante posso dirti che di agevolazioni non ne ho visto neanche mezza, ho lavorato fino all’ultimo mese di gravidanza.
6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?
Assolutamente no.
Perché?
E’ molto triste da dire ma basta guardare quanta gente decide di togliersi la vita nonostante abbia una famiglia, è un gesto che non condivido, ma le tasse mangiano tutto ciò che un onesto lavoratore riesce a guadagnare e quest’ultimo si sente preso in giro, schiacciato da questo peso che di certo non aiuta le famiglie!
7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?
No.
Perché?: Per i motivi che ho detto prima.
8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?
Non voglio sembrare polemica ma penso che dipenda tutto sempre dallo stato piuttosto che dalle aziende di per sé, perché è lui che mette nelle condizioni di dover agire in un certo modo. Credo che se non ci fosse tutta questa pressione e tutte queste tasse, anche le aziende potrebbero aiutare e venire incontro ai lavoratori e alle famiglie.
9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?
Io abito in un piccolo paesino e qui non ho niente di cui lamentarmi!
10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?
Dopo che ho fatto la mia scelta al momento non c’è stato bisogno di sostenere colloqui di lavoro, ma spero che se dovesse accadere non influisca sulla sua decisione, sarebbe molto triste.
11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?
Al momento no.
12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?
Non ho avuto modo di usufruirne.
13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?
La mia esperienza l’ho già descritta sopra, posso solo dire che chi può scegliere di rimanere a casa con i figli lo faccia! E’ una gioia incredibile riuscire a seguire la loro crescita non solo giorno per giorno ma anche minuto per minuto, i figli riempiono la giornata e la vita!!
mercoledì 25 aprile 2012
MAMME E LAVORO... Ora basta!!!
Vi avevo promesso che sarei stata più presente ed eccomi qui di nuovo a parlare con voi.
Da quando sono rimasta incinta tutte le mamme e donne mi hanno consigliato spassionatamente di godermi il peroido della gravidanza e della maternità fino in fondo, non solo per la bellezza e l'intensità del momento stesso, ma soprattutto perchè dopo sarà un percorso ad ostacoli unire lavoro e figli.
Continuando a confrontarmi con molte donne su tale argomento, sono venute fuori situazioni molto scoraggianti che io stessa avevo provato su di me prima di rimanere incinta, ma che nonostante tutto credevo lontane. Alcune mamme mi hanno detto che sono state costrette a rinunaciare al lavoro ed a diventare casalinghe perchè non riuscendo a conciliare lavoro e maternità non hanno avuto altra scelta; altre aspettano di trovare il "momento perfetto" per la ricerca della gravidanza, con affermazioni tipo: "Come siamo messi... non ci penso proprio a fare un figlio. chi mi aiuta? Sono sola, tu sei fortunata!!"; altre ancora decidono di rinunciare ai propri percorsi di studi ed ai propri sogni per la difficoltà di conciliare un figlio con certi tipi di lavoro: "Tanto, non puoi pretendere di conciliare la famiglia con il lavoro, quindi...". Anche per voi è stato così? Io trovo che questa situazione (più diffusa di ciò che si pensa) sia disastrosa, trovo profondamente ingiusto che noi donna siamo costrette a rinunciare a ciò che desideriamo perchè non abbiamo nessuna tutela. Non trovo giusto (anxi lo trovo spaventoso) che quando sosteniamo un colloquio, i datori di lavoro pongano maggiormente l'attenzione sulla nostra "colpa" di essere mamme o potenziali tali, che sulle nostre competenze e sulle nostre risorse; non trovo giusto che ci vietino di ammalarci, di prendere ferie, di rimanere incinte, magari facendoci molto cortesemente firmare un foglio di dimissioni in bianco da sventolarci sotto il naso in caso di gravidanza. Mi fa orrore che in modo "elegante" ci costringano ad accettare tali condizioni, poichè sanno benissimo che molte persone hanno urgente bisogno di lavorare, e sanno altresì che per ogni "temeraria" che dice no a condizioni simili ce ne sono altre pronte a prostrarsi pur di lavorare.
Proprio per questo ho deciso di alzare la voce e di far emergere questa situazione attraverso le nostre esperienze. Ho deciso di alzare la voce perchè voglio veramente contribuire alla costruzione di un futuro migliore, non solo per il bambino che porto in grembo, ma anche per chi già vive e per chi vivrà in futuro questa situazione. D'ora in poi nelle pagine di questo blog ptrete trovare esperienze e testimonianze di donne che lottano (o che l'hanno già fatto) contro tutte queste ingiustuzie.
Iscriviti a:
Post (Atom)








