lunedì 24 giugno 2013

Quando diventi mamma...

Dopo mesi che non scrivo, questo mi sembra il modo migliore per ricominciare ad aggiornare il mio blog: eccovi una serie di riflessioni in libertà sui cambiamenti dell'essere mamma.
Buona lettura!!!

Quando diventi mamma...

Quando diventi mamma ti cambiano il cuore, la mente e il corpo.
Quando diventi mamma impari a fare tutto con una mano sola.
Quando diventi mamma diventi coraggiosa e forte, non ti fa schifo niente.
Quando diventi mamma non ha bisogno di niente perchè quando hai il tuo bambino tra le braccia hai tutto.
Quando diventi mamma il sonno, la stanchezza e la fame passano in secondo piano.
Quando diventi mamma ti commuovi per un vaccino, per i suoi sorrisi e per tutto quello che ruota intorno a lui.
Quando diventi mamma guardi il tuo bambino che dorme durante il giorno dimenticandoti di fare tutto il resto.
Quando diventi mamma impari a memoria tutte le canzoncine, anche quelle più improbabili, per farlo addormatare o per farlo sorridere.
Quando diventi mamma lotti per la sua felicità anche se sembra che tutto ti remi contro.
Quando diventi mamma nascondi le paure, la tristezza, la rabbia e ti trasformi subito in WonderMamma.

Quando diventi mamma... continuate voi!!!

domenica 30 settembre 2012

Allattamento... Dubbi certezze

Le cose che ti domandi quando sei in gravidanza sono molteplici: alimentazione, parto, attività fisica, ormoni... Ma quello che ci crea, a mio avviso, più dubbi, paure e insicurezze, e che ha più bisogno di chiarimenti è l'allattamento. Io dubbi ne avevo diversi. Qual è la posizione giusta per allattare? quante volte bisogna allattarlo? Mi verrà il latte? Se il latte non viene aspetto o gli dò quello artificiale? E così molte altre domande. In più, a mettermi un po' in confusione sono state anche le esperienze raccontatemi da alcune mamme amiche, che dopo aver partorito, prese dalla paura di non essere in grado di allattare e di non far star bene il proprio bambino, dopo un po' hanno cominciato a somministrare latte artificiale. Diciamo che la paura e l'insicurezza c'è ancora oggi, principalmente dovuta al fatto che non siamo sufficientemente e correttamente informate e tranquillizzate. Di questo abbiamo parlato anche al corso preparto qualche giorno fa. L'ostetrica ha spiegato come deve essere allattato il bambino: quali sono le posizioni corrette da assumere, in che modo il piccolo deve attaccarsi al seno per assumere il latte correttamente, la necessità di allattarlo in un luogo tranquillo e comodo, l'obbligo di coinvolgere i mariti e renderli partecipi come abbiamo fatto durante tutta la gravidanza,affidando loro il compito di "proteggere il nido" da stress esterni. L'ostetrica ha anche raccomandato di allattare a richiesta, e lì c'è stato un momento di perplessità. Cosa significa allattare a richiesta? Significa che ogni volta che il piccolo lo richiede la mamma deve attaccarlo, non solo quando ha fame, ma anche quando ha bisogno soprattutto di contatto fisico, in modo che si senta tranquillo, sicuro e protetto. La perplessità è dovuta anche al fatto che una mamma pensa che così facendo si possa "viziare" il bambino, ma non è così. Dopo questo incontro le mie paure si sono dissipate e mi sono sentita molto più tranquilla perchè ho capito cosa devo fare. Inoltre ho trovato molto utile che anche i mariti abbiano partecipato all'incontro, in modo da metterli a conoscenza del modo migliore per sostenerci in questo percorso. Sicuramente quando avrò la mia bambina tra le braccia, le mie paure ritorneranno. sentire un bambino che piange alle tre di notte, magari perchè ha fame e non riuscire a tranquillizzarlo manderebbe fuori chiunque. Ma sono convinta che dovremmo provare ad ascoltarci e ad ascoltare il nostro bambino con molta attenzione, senza aver paura di sbagliare o essere giudicate in ciò che facciamo per lui assieme ai nostri mariti. L'allattamento, così come tutte le cose che facciamo per i nostri figli è un atto d'amore, nel momento dell'allattamento i bambini captano i nostri sentimenti mentre li accarezziamo, li coccoliamo, li abbracciamo, ci prendiamo cura di loro nutrendoli. Noi siamo l'unica cosa che hanno... E la vostra esperienza qual è stata?

sabato 29 settembre 2012

Rientro... alla grande!!!

Mi sono accorta solo ore che sono passati circa quattro mesi dall'ultima volta che ho scritto un post... Mamma mia quanto tempo!!! Vediamo di aggiornarci un po', che ne dite? Come sono andate le vostre vacanze? Il rientro al solito tran tran è stato traumatico? Spero di no!!! Io tutto bene, la mia pancia cresce e adesso siamo al nono mese.. Manca poco!!! La bambina si muove che è una meraviglia, un'emozione indescrivibile: qualsiasi cosa stiamo facendo ci fermiamo a guardarla mentre si muove come ipnotizzati. Lo stesso accade quando accarezziamo la pancia, e quando lei, oltre che a muoversi, comincia a scalciare, io se Santo Marito partiamo per vie strane e mondi sconosciuti. L'estate l'abbiamo passata a sistemare la casa per il suo arrivo e a vedere cosa ci mancava da prenderle (tutine, body...). Fortunatamente, visto il caldo, non ci siamo sciolti, ma abbiamo pensato seriamente di trasferirci al Polo Nord. In tutto questo tempo ho cominciato a frequentare un corso preparto (come vi avevo accennato) presso la asl vicina a casa mia. Devo dire che è stato un vero toccasana, ho conosciuto presone nuove ed incontrato vecchie amiche, con le quali è stato bello ed utile confrontarsi, scambiarsi opinioni e pareri sulle nostre paure e sui tanti argomenti riguardanti le nostre panciotte. E magicamente ti accorgi che non sei sola, ma che altre mamme la pensano come te. Le mie preoccupazioni erano più o meno queste: molti mi dicevano che la mia pancia non si vedeva o che si vedeva poco, ed io non capivo se ci fosse qualcosa che non andasse, o meno. C'erano persone che mi hanno detto che già al quarto mese sentivano muovere costantemente il proprio bambino, mentre io, che ancora non avevo avvertito i movimenti della mia bambina, mi sentivo confusa e forse anche un po' impaurita. L'ostetrica del corso continua a ripeterci che ogni gravidanza è a sè, e che ogni bambino ha un suo esclusivo modo di comportarsi durante i nove mesi, ma quando hai nella pancia il tuo bambino, cambiano un sacco di cose, perchè le emozioni e sensazioni che provi sono molto difficili da controllare. Quando dicono che la gravidanza è un evento totalizzante è vero: secondo me è un'esperienza che avviluppa tutto, corpo, mente e spirito. Inoltre si sviluppa uno straordinario senso di protezione verso il tuo bambino, un qualcosa di puramente animalesco, direi :-) E alla nascita, quando sarà tra le mie braccia ho l'impressione che questo istinto aumenterà parecchio, voi che dite? L'altra cosa bella della gravidanza è questo mitico "ormone" che nel bene o nel male, qualunque cosa tu faccia o provi, è il tuo "capro espiatorio", o il tuo "santo protettore". Fra le tante cose che ho fatto e sto facendo tutt'ora, ho ripreso in mano il punto croce, che in questo periodo di riposo forzato mi ha fatto tanta compagnia. Ho creato bavagli e lenzuolini per la culla ed il lettino. Avrei voluto continuare, ma sono stata costretta a fermarmi visto lo spazio ristretto in casa. Chi è creativo come me mi capisce, quando vedi una cosa te ne vengono in mente subito altre 1000. E lo shopping? Io mi diverto da morire davanti agli scaffali colmi di tutine morbidosissime, e mi vengono gli occhini da triglia per la tenerezza di pensare che li dentro entrerà il corpicino della mia bambina. Ora vi saluto e vado a cucinare e tra un piatto e l'altro aspetto i vostri commenti. Ciao e buon appetito!!!

lunedì 11 giugno 2012

MAMME E LAVORO - UN'ALTRA ESPERIENZA

Qui di seguito nuove impressioniu di una mamma lavoratrice. Buona lettura:



QUESTIONARIO

1- Qual è il tuo titolo di studio?

diploma superiore

2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)

autonomo

3- Fai un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?

SI

4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?

non tanto

Perché?:

Mi si chiede molto per non perdere il passo. Da libera professionista le maternità mi hanno un po' tagliato fuori dal giro e rientrare vuol dire essere sempre disponibile come orari e reperibilità. Nonostante la mia buona volontà spesso le persone si stupiscono della mia presenza ( spesso le donne) e il commento è : “ non ti chiamo perché penso che tu abbia troppo da fare con 2 bambini!” ….mi fa una rabbia!!!!!!!!!!!!

5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?

nr

6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?

Ahahah.

Perché?.

Un esempio pratico:il comune di Firenze da, come da norma di legge, un contributo per le mamme che non hanno diritto alla maternità ( lavorativa) e che hanno reddito basso. Questo è valutato grazie all'Isee. Fin qui tutto accettabile se non per il fatto che la domanda è presentabile solo nei primi 6 mesi di vita del figlio (per legge). Questo porta ad una quasi certa esclusione poiché ci non ha diritto è spesso lav. Autonoma, si da per scontato che lavorerà il più possibile per poter godere di più tempo dopo la nascita ( e non rientrare a lavoro subito). Se la data del parto è nei primi 6 mesi dell'anno l'attestazione isee richiesta riguarda solo unicamente l'anno precedente , ovvero quello in cui eravamo in gravidanza e , salute permettendo, vogliose di raccimolare due lire in più per riposare dopo il parto. Il momento di stallo e assenza da lavoro è nell'anno in corso quindi l'isee dovrebbe essere riferito all'anno che comprende almeno i 3 mesi dopo il parto, no?!

7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?

no

Perché?:

basta rapportarsi con gli altri paesi per trovare infinite differenze

8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?

nr

9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?

Penso che il comune di Firenze (grazie anche alla Regione) faccia molto ma , se le risorse economiche e la gestione dei dati lo permettesse potrebbe inserire nella scheda id valutazione di una famiglia ( per l'attribuzione di punteggio per le scuole) anche domande sui parenti stretti come le nonne ed i nonni per non penalizzare che è in questo comune da solo o con nonni che non possono aiutare. Potrebbe anche distaccarsi leggermente dalla legge nazionale di cui parlavo prima renderla più equa. Rendere tutti gli asili privati convenzionati col comune o almeno permettere a chi li frequenta di accedere alle sovvenzioni. Il mio quartiere è carente di servizi e gli asili nido comunqli o convenzionati non sono sufficienti a coprire la richiesta. Se una famiglia è costretta a mettere il figlio in un asilo privato e questo non è convenzionato col comune non ha diritto di accedere al rimborso previsto per altri. Se quell'asilo ha avuto l'autorizzazione ad aprire e ha tutti i requisiti per esercitare ritengo che non sia giusto penalizzare la famiglia che usufruisce dei suoi servizi.

10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?

nr

11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?

nr

12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?

nr

13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?

nr

martedì 22 maggio 2012

MAMME E LAVORO. Le esperienze

Come vi avevo promesso ecco la prima intervista di una mamma che ha voluto condividere la sua storia. Se volete potete commentare. Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate, e mi farebbe piacere ricevere altre esperienze. Chi di voi fosse interessata può mandare la sua storia in forma anonima e della lunghezza che desidera a latatadelnido@gmail.com Allo stesso indirizzo potete anche richiedermi le domande del questionario. Grazie!!!


QUESTIONARIO


1- Qual è il tuo titolo di studio?

Sono analista contabile.

2- Che tipo di lavoratore sei? (Dipendente, autonomo….)

Sono casalinga.

3- Svolgi un lavoro che ti piace o per cui hai studiato?

Mi piace molto farla anche se per questo lavoro non c’è bisogno di studi ma di tanto amore.

Se hai risposto no: la tua scelta è dovuta a questioni inerenti la maternità?

Per 14 anni sono stata proprietaria di una cartolibreria – edicola – tabacchi e adoravo quel lavoro, ma avevo libera soltanto la domenica pomeriggio e quando ho avuto il mio primo figlio non ho esitato a vendere tutto per dedicarmi completamente alla famiglia, non ho assolutamente rimpianti e sono molto felice della scelta che ho fatto!!

4- Pensi che i tuoi diritti come donna e/o mamma siano rispettati?

Penso che lo stato potrebbe fare di meglio.

Perché?:

Deve lasciare che le famiglie riescano a risparmiare quel tanto per rendere dignitosa almeno la crescita dei figli, non si tratta di arricchirsi ma di sostenere la famiglia, cosa che assolutamente non fa trovando sempre nuove tasse.

5- Al lavoro ti vengono concessi il part time od altre agevolazioni?

Come ex commerciante posso dirti che di agevolazioni non ne ho visto neanche mezza, ho lavorato fino all’ultimo mese di gravidanza.

6- Parlando di figli e famiglia, ti senti sostenuta dallo Stato a livello economico?

Assolutamente no.

Perché?

E’ molto triste da dire ma basta guardare quanta gente decide di togliersi la vita nonostante abbia una famiglia, è un gesto che non condivido, ma le tasse mangiano tutto ciò che un onesto lavoratore riesce a guadagnare e quest’ultimo si sente preso in giro, schiacciato da questo peso che di certo non aiuta le famiglie!

7- Pensi che l’Italia sia un paese che aiuta le donne e di conseguenza le famiglie?

No.

Perché?: Per i motivi che ho detto prima.

8- Cosa vorresti che la tua azienda facesse per aiutarti con famiglia e figli?

Non voglio sembrare polemica ma penso che dipenda tutto sempre dallo stato piuttosto che dalle aziende di per sé, perché è lui che mette nelle condizioni di dover agire in un certo modo. Credo che se non ci fosse tutta questa pressione e tutte queste tasse, anche le aziende potrebbero aiutare e venire incontro ai lavoratori e alle famiglie.

9- A livello comunale pensi che ci sia bisogno di più iniziative a sostegno della famiglia? Di che tipo?

Io abito in un piccolo paesino e qui non ho niente di cui lamentarmi!

10- Quando decidi di sostenere un colloquio, pensi che il tuo essere donna e/o mamma influisca nella decisione del datore di lavoro per un’eventuale assunzione?

Dopo che ho fatto la mia scelta al momento non c’è stato bisogno di sostenere colloqui di lavoro, ma spero che se dovesse accadere non influisca sulla sua decisione, sarebbe molto triste.

11- Ti è mai stato fatto capire, in un modo o nell’altro, che il tuo essere donna e quindi potenziale madre potesse essere d’intralcio in vista di un’eventuale assunzione?

Al momento no.

12- Ti è mai stato fatto pesare il fatto di aver usufruito del periodo di maternità, permessi e congedi in occasione di un gravidanza?

Non ho avuto modo di usufruirne.

13- FACOLTATIVO. Hai un’esperienza particolare da raccontare e condividere con le altre mamme?

La mia esperienza l’ho già descritta sopra, posso solo dire che chi può scegliere di rimanere a casa con i figli lo faccia! E’ una gioia incredibile riuscire a seguire la loro crescita non solo giorno per giorno ma anche minuto per minuto, i figli riempiono la giornata e la vita!!

mercoledì 25 aprile 2012

MAMME E LAVORO... Ora basta!!!

Vi avevo promesso che sarei stata più presente ed eccomi qui di nuovo a parlare con voi. Da quando sono rimasta incinta tutte le mamme e donne mi hanno consigliato spassionatamente di godermi il peroido della gravidanza e della maternità fino in fondo, non solo per la bellezza e l'intensità del momento stesso, ma soprattutto perchè dopo sarà un percorso ad ostacoli unire lavoro e figli. Continuando a confrontarmi con molte donne su tale argomento, sono venute fuori situazioni molto scoraggianti che io stessa avevo provato su di me prima di rimanere incinta, ma che nonostante tutto credevo lontane. Alcune mamme mi hanno detto che sono state costrette a rinunaciare al lavoro ed a diventare casalinghe perchè non riuscendo a conciliare lavoro e maternità non hanno avuto altra scelta; altre aspettano di trovare il "momento perfetto" per la ricerca della gravidanza, con affermazioni tipo: "Come siamo messi... non ci penso proprio a fare un figlio. chi mi aiuta? Sono sola, tu sei fortunata!!"; altre ancora decidono di rinunciare ai propri percorsi di studi ed ai propri sogni per la difficoltà di conciliare un figlio con certi tipi di lavoro: "Tanto, non puoi pretendere di conciliare la famiglia con il lavoro, quindi...". Anche per voi è stato così? Io trovo che questa situazione (più diffusa di ciò che si pensa) sia disastrosa, trovo profondamente ingiusto che noi donna siamo costrette a rinunciare a ciò che desideriamo perchè non abbiamo nessuna tutela. Non trovo giusto (anxi lo trovo spaventoso) che quando sosteniamo un colloquio, i datori di lavoro pongano maggiormente l'attenzione sulla nostra "colpa" di essere mamme o potenziali tali, che sulle nostre competenze e sulle nostre risorse; non trovo giusto che ci vietino di ammalarci, di prendere ferie, di rimanere incinte, magari facendoci molto cortesemente firmare un foglio di dimissioni in bianco da sventolarci sotto il naso in caso di gravidanza. Mi fa orrore che in modo "elegante" ci costringano ad accettare tali condizioni, poichè sanno benissimo che molte persone hanno urgente bisogno di lavorare, e sanno altresì che per ogni "temeraria" che dice no a condizioni simili ce ne sono altre pronte a prostrarsi pur di lavorare. Proprio per questo ho deciso di alzare la voce e di far emergere questa situazione attraverso le nostre esperienze. Ho deciso di alzare la voce perchè voglio veramente contribuire alla costruzione di un futuro migliore, non solo per il bambino che porto in grembo, ma anche per chi già vive e per chi vivrà in futuro questa situazione. D'ora in poi nelle pagine di questo blog ptrete trovare esperienze e testimonianze di donne che lottano (o che l'hanno già fatto) contro tutte queste ingiustuzie.

lunedì 23 aprile 2012

Comincia il nostro quarto mese: appunti e spunti.

E' passato molto tempo dall'ultima volta che ho scritto un post, prometto di essere più presente. Da un giorno è finito il primo trimestre, abbiamo fatto la prima ecografia e il duo test, che fortunatamente è andato molto bene. Io e Santo Marito eravamo emozionatissimi, con il cuore in gola che ci batteva fortissimo, ascoltavamo in silenzio i commenti della dottoressa, ci guardavamo con gli occhi lucidi e con un sorriso a tutta faccia. Dopo tanta attesa abbiamo visto il nostro bambino per la prima volta, il frutto del nostro amore, la vita che era nata dentro di me. Le uniche parole che sono riuscita a dire durante la visita sono state "Questo è il battito del suo cuore!!" e "Grazie" alla fije dell'ecografia. Appena siamo usciti dall'ambulatorio avevamo le lacrime agli occhi per la gioia. Ci siamo stretti in uno di quegli abbracci che non vorresti mai sciogliere. Avremmo voluto continuare a guardare il nostro bambino per ore ed ore. A volte penso che insieme ai documenti dovrebbero dare in dotazione anche un piccolo ecografo :-)
Scherzi a parte è stata un'emozione veramente intensa, che non vedo l'ora di riprovare, anche se purtroppo dovrò aspettare fino a giugno. Ancora non abbiamo comprato niente, anche se la voglia di diventare "babyshoppinghaolic" è forte. Spesso viene voglia di comprare degli articoli da neonato per il solo gusto di averli, perchè sono splendidi. Anche un paio di calzini o un pacco di pannolini riescono a farti tenerezza. Quando diventiamo mamme sopportiamo meglio tutto perchè prima di tutto pensiamo al nostro bambino. E' lui che ci conferisce la forza per superare le nostre difficoltà, le nostre paure e i nostri timori. Il nostro corpo cambia per accogliere una nuova vita, e con esso cambiamo anche noi: insieme alla pancia cresce la consapevolezza di tante cose. Quando accarezzo la mia pancina e la osservo per vedere quanto sia cresciuta penso a quanto questo bambino è stato voluto e a quanto già sia amato nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Penso a quanti timori e dubbi ho avuto nel desiderarlo, non solo per una questione di salute, ma anche per le difficoltà che la vita ti mette davanti. Ci chiedono tanto come mamme e donne, ma non ci sono aiuti. Quando sono andata all'inps mi hanno detto che come libera professionista avrei potuto rricevere un piccolo (ma piccolo) contributo economico dall'ottavo mese di gravidanza al terzo mese di vita del bambino. Quindi di fatto ho chiuso la P.Iva. Forse qualche contributo potrà riceverlo Santo Marito che è un autonomo. Ripenso al fatto che quando sono rimasta incinta mi hanno di fatto licenziata e la sola risposta è stata: "Va beh, lavori qui come libera professionista cosa ti aspettavi?". Non mi aspettavo niente effettivamente e non mi stupisco più di niente. Penso a quando mi hanno "assunta" e fra le tante cose oltre a non avere il diritto di ammalarmi di prendere ferie, o giorni di malattia, c'era il divieto assoluto di rimanere incinta. Ma siccome sono una persona che lotta per quello che vuole e per tutto ciò in cui crede, non solo mi sono ammalata e mi sono presa permessi e ferie, ma per completare il tutto sono pure rimasta incinta. Che dire? Dico solo che se tornassi indietro per amore del bambino che porto dentro rifarei questo ed altro. E' lui che mi dà la forza di vedere il meglio, di essere ottimista. Penso in ogni momento a quello che potrò dargli, a cominciare dall'amore immenso.